Il Viaggio del Silter.

Un Formaggio che Racconta la Storia della ValCamonica.

Nel cuore delle valli bresciane, avvolto dalla suggestiva cornice della ValCamonica e della comunità montana della Val Sebina, si erge fiero il Silter, un formaggio dal passato antico, dalle tradizioni radicate e dai sapori avvolgenti.

Il suo nome, evocativo e misterioso, trae origine dall’antico celtico, linguaggio dei popoli che un tempo popolavano queste terre. “Silter”, questo termine così affascinante, era utilizzato per indicare i locali di stagionatura, le grotte dove questo formaggio, già allora prelibato, affinava le sue qualità, svelando al palato la ricchezza di un territorio intriso di storia e cultura.

Già in tempi antichi, i Celti dominavano l’arte della caseificazione, e il Silter sembra essere stato uno dei loro capolavori gastronomici. Le prime tracce documentali risalgono al XVII secolo, quando un impiegato del comune di Zone descrisse il “Monte el Gölem” come la culla di questo prelibato formaggio.

Ma è nel settembre del 2015 che il Silter ha ricevuto la tanto ambita DOP, coronando così anni di ricerca e perfezionamento. Il Consorzio di tutela, con sede a Breno, riunisce 25 produttori, tutti impegnati nella valorizzazione di un’eccellenza che spazia dalle pendici del Monte Sebino al Passo del Tonale.

Il Silter si presenta in due versioni, entrambe custodite gelosamente dal Consorzio: il Silter camuno-sebino e il Silter camuno-sebino a lunga stagionatura. Entrambi condividono le stesse dimensioni e l’aspetto della forma, ma si distinguono per le caratteristiche organolettiche. Durante la produzione, il latte, proveniente da vacche bruna alpine, viene parzialmente

scremato e poi addizionato di caglio, seguendo un processo di lavorazione tramandato di generazione in generazione.

Dopo la rottura della cagliata e la cottura, il formaggio viene salato e lasciato stagionare nei caratteristici “silter”, locali che custodiscono gelosamente il segreto di questo tesoro gastronomico.

Ma il Silter non è solo un formaggio: è un simbolo di identità e appartenenza per la ValCamonica e il Sebino bresciano. Grazie alle sue proprietà nutrizionali, ricche di acidi grassi Omega 3, è diventato un elemento imprescindibile della dieta locale, contribuendo alla longevità e al benessere delle comunità che lo producono e lo gustano.

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